Amici, compagni di cammino

Fra le innumerevoli amicizie coltivate da don Angelo nel lungo corso della sua vita, ne abbiamo scelte due - ben consapevoli dell'arbitrarietà e riduttività della cosa - che ci sembrano particolarmente significative per tutti: quella con p. David Maria Turoldo e quella con il card. Carlo Maria Martini

 

   

Padre David Maria Turoldo

David Maria Turoldo nacque il 22 novembre 1916, a Coderno di Sedegliano, nel Friuli, da una famiglia povera e religiosa che ne temprò la personalità. Nel 1940 divenne sacerdote nell'ordine mendicante dei Servi di Maria e a Milano, sua città d'elezione, fondò con padre Camillo De Piaz la "Corsia dei Servi", partecipò alla Resistenza antifascista con il gruppo de "L'Uomo" e tenne la predicazione domenicale in duomo dal 1943 al 1953.

Uomo di forte spiritualità, scrittore di saggi e di libri, collaboratore di giornali e riviste, Turoldo ebbe un ruolo importante anche dal punto di vista politico e sociale, che talora gli procurarono sofferte incomprensioni con l'autorità ecclesiastica.

A metà degli anni '60 si trasferì nella comunità dei Servi di Maria a Fontanella, vicino a Sotto il Monte, paese natale di papa Giovanni XXIII. Da lì continuò a condurre le sue battaglie e dirige il Centro di Studi Ecumenici Giovanni XXIII.

Gli ultimi anni della sua vita, oltre a essere segnati dal dramma della lotta contro la malattia e dalla più alta produzione poetica, costituirono per Turoldo un più sereno rapporto con la Chiesa, di cui furono segni eloquenti la rinnovata chiamata a predicare nel duomo di Milano da parte del cardinal Carlo Maria Martini e l'assegnazione del premio Lazzati da parte della Fondazione Ambrosianeum.

Celebrò la sua Pasqua il 6 febbraio 1992.


Caro amico ti scrivo... - Lettera di don Angelo a padre Turoldo

Perché sperare è più difficile che credere - Don Angelo ricorda padre Turoldo

Osare la speranza in tempi difficili - Don Angelo ricorda padre Turoldo

Mani che accarezzano il volto - Don Angelo ricorda padre Turoldo

La parola dentro il torrente - Don Angelo ricorda padre Turoldo

Perché nessuno saluta? - Poesia dedicata da padre Turoldo a don Angelo

 

 

 

 

 

 

 

 

 

   
 
Card. Carlo Maria Martini


Carlo Maria Martini (1927-2012) è stato gesuita, biblista e arcivescovo di Milano. Nato a Torino il 15 febbraio 1927, entrò nella Compagnia di Gesù a 17 anni e fu ordinato sacerdote nel 1952.

Dopo gli studi e l’insegnamento, divenne uno dei più autorevoli studiosi cattolici della Sacra Scrittura e rettore del Pontificio Istituto Biblico e della Pontificia Università Gregoriana. Nel 1979 fu nominato arcivescovo di Milano da papa Giovanni Paolo II e fece il suo ingresso in diocesi nel febbraio 1980. Nel 1983 fu creato cardinale.

Per oltre vent’anni guidò la Chiesa ambrosiana, promuovendo iniziative come la Scuola della Parola, il convegno diocesano «Farsi prossimo» e la Cattedra dei non credenti, luoghi di ascolto, confronto e ricerca sulla fede.


Nel 2002 lasciò la guida dell’Arcidiocesi e tornò a dedicarsi agli studi biblici, vivendo soprattutto a Gerusalemme. Nel 2008 rientrò in Italia e si stabilì presso la casa dei Gesuiti di Gallarate, dove morì il 31 agosto 2012.

La sua figura è ricordata soprattutto per il grande amore per la Parola di Dio, per la capacità di dialogare con credenti e non credenti e per l’attenzione alle domande e alle inquietudini dell’uomo contemporaneo.


 

Al mio vescovo Carlo Maria Martini - Un ricordo di don Angelo

Ricordando il card. Martini - intervista

 
   
   

Fratel Enzo Bianchi

Enzo Bianchi, monaco, scrittore e uomo di spiritualità, è noto soprattutto per aver fondato la Comunità monastica di Bose, un'importante esperienza di vita monastica ecumenica in Italia. La sua riflessione si è concentrata sulla Bibbia, la preghiera, la vita comunitaria e il dialogo tra le confessioni cristiane. Enzo nacque il 3 marzo 1943 a Castel Boglione (Asti). Dopo gli studi e un'esperienza lavorativa nel settore economico, nel 1965 si stabilì a Bose, una località del comune di Magnano, nel Biellese, con il desiderio di dedicarsi alla preghiera e a una vita cristiana radicale.

Il 1° gennaio 1970 nacque ufficialmente la Comunità monastica di Bose, alla quale si unirono progressivamente uomini e donne appartenenti a diverse confessioni cristiane. La comunità si caratterizzò fin dall'inizio per la vita comune, il lavoro manuale, la preghiera e l'ascolto della Parola di Dio.

Bose rappresentò un'esperienza significativa di monachesimo ecumenico, nella quale cristiani cattolici, protestanti e ortodossi cercavano di vivere insieme la fede, rispettando le rispettive tradizioni.

Accanto alla vita monastica, Bianchi sviluppò un'intensa attività di studio, predicazione e divulgazione biblico-teologica. Attraverso conferenze, incontri e numerose pubblicazioni, si rivolse non soltanto ai credenti, ma anche a quanti cercavano un confronto sui temi della spiritualità, dell'etica e del senso della vita.

Bianchi ebbe inoltre diversi incarichi e riconoscimenti in ambito ecclesiale. Partecipò come esperto ai Sinodi dei vescovi sulla Parola di Dio (2008) e sulla nuova evangelizzazione (2012), e fu consultore del Pontificio Consiglio per la promozione dell'unità dei cristiani dal 2014 al 2019.

Nel gennaio 2017 lasciò l'incarico di priore della Comunità di Bose e dal 2021 visse in un luogo distinto da Bose, rimanendo però legato alla comunità come fratello.

E’ morto il 1° settembre 2026, all'età di 83 anni, a Torino. Ha lasciato un'eredità legata soprattutto alla riscoperta della Parola di Dio, alla vita monastica e all'impegno per il dialogo ecumenico e interreligioso.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Milano, A.D. 2026