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la parola della domenica
Anno liturgico A
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Gs
4, 1-9 E' accaduto. O meglio, a me sembra sia accaduto e a volte ancora accada che il vangelo lo si legga non dico con noia, ma senza sorpresa, quasi fosse lo srotolarsi delle solite cose, sentite e risapute, un po' sempre le stesse, quasi fossero diventate, per passare di anni, normali, ovvie. Poi ti si affacciano pagine come queste di oggi che ti fanno domanda., Ricorda: leggere, sorprendendosi. E subito una stranezza nel racconto: è uno che apre la domanda, "un tale". E, a lui, Gesù, sembra non far caso, dirotta gli occhi su quelli che lo stanno seguendo, tutti; entrare nel Regno non è il problema di qualcuno: "Un tale gli chiese: "Signore, sono pochi quelli che si salvano?". Disse loro: "Sforzatevi di entrare per la porta stretta…". Mi chiedo se a volte lungo il cammino, lui si fermasse per mettere a fuoco parole. E chissà se quel giorno, la domanda lo avesse alla fine stizzito, Secca la risposta, senza se e senza ma, come se Gesù volesse da subitio sfatare il preconcetto che ci fosse una fascia di predestinati o privilegiati; e, ancora, che tutto accadesse per osservanze e tradizioni esteriori, troppo facile, la porta stretta. Salvi, ma a quali condizioni? Gesù è di una chiarezza impressionante, rovescia le carte in tavola. E non teme di mettere tra gli esclusi coloro che ostentano, come garanzia, l'averlo ascoltato, l'aver mangiato e bevuto con lui. Non è forse vero che per troppo tempo la qualifica di praticanti fu accreditata con un eccesso di disinvoltura a chi di noi frequentava catechesi e liturgie? "Allora comincerete a dire: "Abbiamo mangiato e bevuto in tua presenza e tu hai insegnato nelle nostre piazze". Ma egli vi dichiarerà: "Voi, non so di dove siete. Allontanatevi da me, voi tutti operatori di ingiustizia!" Qui sta il cuore della parabola. Limpido il commento di Mons Gianantonio Borgonovo, biblista e arciprete del Duomo di Milano. Nel commento i pagani vengono evocati con il nome antico di "gentili", quelli dalle genti, una moltitudine immensa. E la porta stretta? Gesù, il contrario della noia. Scrive Mons. Borgonovo: "Il solo criterio per l'ingresso nel Regno di Dio è la pratica della giustizia. Tutti gli operatori d'ingiustizia, siano essi figli di Abramo o discepoli di Gesù, saranno buttati fuori. A nulla servirà di avere Abramo come padre al Giudeo o di avere Gesù come maestro al Gentile, se entrambi non praticano la giustizia. Parimenti, il fatto di non essere né Giudeo né discepolo proveniente dalla gentilità non potrà impedire a un giusto di essere accolto nel Regno di Dio". Vorrei dirvi che, mentre ancora mi si allargano occhi e cuore per l'ingresso dell'immensità nella casa, sento brivido per queste altre parole: "Voi, non so di dove siete. Allontanatevi da me, voi tutti operatori di ingiustizia!". A impaurirmi l'incipit: "Voi non so di dove siete". Vicini e una lontananza abissale, incolmabile, struggente. Non è forse quello che avverti con disagio crescente, incontrando persone che, per come pensano e scelgono, ti sembrano di un altro mondo, tanto sono lontane dal tuo, da orizzonti e passioni. Ma di dove sei? E Gesù oggi fa segno sulla giustizia: sei operatore di giustizia? Ti schieri quando di mezzo c'è la giustuzia? Sulla scelta di essere operatori di giustizia e non di ingiustizia ha messo con limpidezza le sue parole, commentando la parabola del buon samaritano, papa Leone in questi giorni in faccia al mare di Lampedusa. Ha detto: "C'è anche chi sceglie di non farsi prossimo e chi decide di non decidere. I morti in questo mare sono vittime sia di decisioni prese, sia di decisioni mancate. Il disinteresse per il bene comune e la corruzione nei luoghi di provenienza, un sistema economico mondiale che genera povertà ed esclusione, la paura che alimenta pregiudizi e disprezzo, l'idea che tali problemi non ci riguardano, i calcoli criminali di chi lucra sul dramma altrui, il lento e difficile passaggio da una mera gestione delle emergenze all'elaborazione di politiche organiche e condivise: tutto questo riproduce oggi, del racconto evangelico, la fretta di "passare oltre". Vorrei aggiungere: che bello che papa Leone abbia evocato il miracolo della compassione e le donne e gli uomini della compassione li abbia riconosciuti e ringraziati anche tra coloro che sono arrivati e arrivano da lontano. Ecco le parole: "È avvenuto ancora il miracolo della compassione, una rivoluzione interiore che fa affiorare in noi il "sentire" di Dio e allarga i pensieri, il cuore e la vita. Dico grazie ai volontari, alle associazioni, raccolte nel "Forum Lampedusa Solidale", alle istituzioni civili, alla Guardia Costiera, ai Sindaci e alle amministrazioni che nel tempo si sono succeduti; grazie ai diaconi, ai preti, alle religiose, ai medici, agli psicologi, agli educatori; grazie alle forze di sicurezza e a tutti coloro che, con o senza il dono della fede, hanno scelto di amare insieme. Sì, perché tra voi è l'amore a essersi organizzato, quell'amore di cui la compassione, che vede il fratello in mare, è come il primo fremito, la chiamata profonda a osare ciò che mai avreste pensato. Saluto le persone migranti che sono qui: loro stesse non hanno soltanto ricevuto, ma molte volte esercitato la solidarietà nel loro viaggio, come poveri che aiutano i più poveri. Grazie, fratelli e sorelle, perché non c'è niente di scontato nel vostro farvi prossimi, niente di automatico". Mi ritorna a chiusura la bellissima immagine del libro di Giosuè, quella delle dodici pietre erette sia nel fiume Giordano sia sulla spiaggia. A ricordo di un passaggio di libertà. E vado immaginando che oggi si ergano altre pietre e siano scolpiti nomi. A memoria.
Lettura del libro di Giosuè - Gs 4, 1-9 In quei giorni. Quando tutta la gente ebbe finito di attraversare il Giordano, il Signore disse a Giosuè: "Sceglietevi tra il popolo dodici uomini, un uomo per ciascuna tribù, e comandate loro di prendere dodici pietre da qui, in mezzo al Giordano, dal luogo dove stanno immobili i piedi dei sacerdoti, di trasportarle e di deporle dove questa notte pernotterete". Giosuè convocò i dodici uomini che aveva designato tra gli Israeliti, un uomo per ciascuna tribù, e disse loro: "Passate davanti all'arca del Signore, vostro Dio, in mezzo al Giordano, e caricatevi sulle spalle ciascuno una pietra, secondo il numero delle tribù degli Israeliti, perché siano un segno in mezzo a voi. Quando un domani i vostri figli vi chiederanno che cosa significhino per voi queste pietre, risponderete loro: "Le acque del Giordano si divisero dinanzi all'arca dell'alleanza del Signore. Quando essa attraversò il Giordano, le acque del Giordano si divisero. Queste pietre dovranno essere un memoriale per gli Israeliti, per sempre"". Gli Israeliti fecero quanto aveva comandato Giosuè, presero dodici pietre in mezzo al Giordano, come aveva detto il Signore a Giosuè, secondo il numero delle tribù degli Israeliti, le trasportarono verso il luogo di pernottamento e le deposero là. Giosuè poi eresse dodici pietre in mezzo al Giordano, nel luogo dove poggiavano i piedi dei sacerdoti che portavano l'arca dell'alleanza: esse si trovano là fino ad oggi. Sal 77 (78) La tua legge, Signore, è luce ai nostri occhi. Ciò che abbiamo udito e conosciuto e i nostri padri ci hanno raccontato non lo terremo nascosto ai nostri figli, raccontando alla generazione futura le azioni gloriose e potenti del Signore e le meraviglie che egli ha compiuto. R Ha stabilito un insegnamento in Giacobbe, ha posto una legge in Israele, che ha comandato ai nostri padri di far conoscere ai loro figli, perché la conosca la generazione futura, i figli che nasceranno. R Essi poi si alzeranno a raccontarlo ai loro figli, perché ripongano in Dio la loro fiducia e non dimentichino le opere di Dio, ma custodiscano i suoi comandi. R Fece partire come pecore il suo popolo e li condusse come greggi nel deserto. Scacciò davanti a loro le genti e sulla loro eredità gettò la sorte, facendo abitare nelle loro tende le tribù di Israele. R Lettera di san Paolo apostolo ai Romani - Rm 3, 29-31 Fratelli, forse Dio è Dio soltanto dei Giudei? Non lo è anche delle genti? Certo, anche delle genti! Poiché unico è il Dio che giustificherà i circoncisi in virtù della fede e gli incirconcisi per mezzo della fede. Togliamo dunque ogni valore alla Legge mediante la fede? Nient'affatto, anzi confermiamo la Legge. Lettura del Vangelo secondo Luca - Lc 13, 22-30 In quel tempo. Il Signore Gesù passava insegnando per città e villaggi, mentre era in cammino verso Gerusalemme. Un tale gli chiese: "Signore, sono pochi quelli che si salvano?". Disse loro: "Sforzatevi di entrare per la porta stretta, perché molti, io vi dico, cercheranno di entrare, ma non ci riusciranno. Quando il padrone di casa si alzerà e chiuderà la porta, voi, rimasti fuori, comincerete a bussare alla porta, dicendo: "Signore, aprici!". Ma egli vi risponderà: "Non so di dove siete". Allora comincerete a dire: "Abbiamo mangiato e bevuto in tua presenza e tu hai insegnato nelle nostre piazze". Ma egli vi dichiarerà: "Voi, non so di dove siete. Allontanatevi da me, voi tutti operatori di ingiustizia!". Là ci sarà pianto e stridore di denti, quando vedrete Abramo, Isacco e Giacobbe e tutti i profeti nel regno di Dio, voi invece cacciati fuori. Verranno da oriente e da occidente, da settentrione e da mezzogiorno e siederanno a mensa nel regno di Dio. Ed ecco, vi sono ultimi che saranno primi, e vi sono primi che saranno ultimi".
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