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la parola della domenica
Anno liturgico A
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At
4, 8-14 Chi più e chi meno, anche noi, come gli apostoli, non siamo al riparo da smemoratezze. E grazia è che ci venga in soccorso lo Spirito. Che, per promessa di Gesù, ci salverà dalla resa a una vita pallida e disanimata: "Lui vi insegnerà ogni cosa e vi ricorderà tutto ciò che io vi ho detto". "Vi insegnerà": il verbo "insegnare" evoca un far 'segno', un chiamare attenzione. "Vi ricorderà" e il verbo "ricoedare", rievoca un riportare 'al cuore', nel caso fossimo presi da impallidimenti. Lo Spirito per una profondità nuova nel leggere ciò che bussa ai nostri occhi. E non è forse ciò cui assistiamo nel racconto degli Atti degli Apostoli? Si parla di Pietro che rilegge ciò che è accaduto il giorno prima e ne dà una interpretazione che squarcia il velo. Alla Porta Bella del tempio, alle tre del pomeriggio, lui e Giovanni si erano lasciati impietosire da un mendicante, uno storpio. Non avevano né oro né argento, avevano solo il nome di Gesù. Pietro gli disse: "Quello che ho te lo do: nel nome di Gesù Cristo, il Nazareno, àlzati e cammina!". Lo prese per la mano destra e lo sollevò". Ebbene alla folla che si era radunata Pietro aveva già detto apertamente che a sollevarlo non era stato lui. Nominando Gesù, diede merito a lui, dicendo: "La fede che viene da lui ha dato a quest'uomo la perfetta guarigione alla presenza di tutti voi". Ed ecco che ora Pietro "colmato di Spirito santo" - lo Spirito che interpreta il segreto, il nascosto, delle cose - rilegge con franchezza, perché non ci si lasci abbagliare, ciò che il giorno prima è accaduto. E lo fa davanti a quelli che per sete di potere lo hanno portato, come uno scarto, a morte di croce: "Nel nome di Gesù Cristo il Nazareno, che voi avete crocifisso e che Dio ha risuscitato dai morti, costui vi sta innanzi risanato. Questo Gesù è la pietra, che è stata scartata da voi". La franchezza di Pietro, che notti prima, accanto a un fuoco, su domanda di una donna, lo aveva rinnegato, ora ci incanta. Questo fanno le donne e gli uomini abitati dallo Spirito: rileggono la vita. Pietro distoglie lo sguardo da sé e lo punta su un Altro. Sconfessione clamorosa, pensate, in un mondo in cui diventa costume attribuirsi il merito di tutto, incensare se stessi, monopolizzare l'attenzione: il mondo del "sono io", del "l'ho fatto io", del "tutto dalla mia genialità, dal mio potere". Pietro attribuisce il potere, potere di bene, potere di sollevare, a uno scartato, uno che "quelli dell'io onnipotente" hanno scartato: "Questo Gesù è la pietra, che è stata scartata da voi" Ebbene permettetemi ora di rincorrere questa immagine quella della pietra, la pietra di fondazione su cui si alza una costruzione e le mille altre pietre che una sull'altra si alzano, a fare casa. "Si alzano" le pietre, quasi un brivido di risurrezione. Perché alzarsi è verbo di risurrezione. E quante sono le cose che nel nostro mondo attendono di essere alzate, rialzate, ricostruite. Anche lo storpio è stato rialzato. Vado per sbandamenti, vi confesso che le immagini delle pietre di costruzione mi si sono affollate nella mente a seguito di un messaggio e di una foto di un amico, che, giorni fa, mi ha ricordato i cinquanta anni dal giorno del terremoto in Friuli, 6 maggio 1976. Alzare, costruire. Ricordo i giorni, mi si erano come tinti di sgomento, un panorama di inimmaginabile, desolante, spietata distruzione: la terra appariva come piegata, afflosciata, abbattuta, come albero reciso. E noi a rincorrere lo strazio. Preghiere in occhi impotenti. Ebbene, in quegli anni - non voglio idealizzare - assistemmo come a un sussulto corale. Nell'aria, percepibile, una voglia fremente di ricostruire: certo a prorompere era l'anima profonda di un popolo, una terra che porta gradi di nobiltà e di fierezza non comuni, la terra del Friuli; ma era come se la passione di ricostruire dilagasse al di là degli stretti confini di una regione e accendesse i volti. Fu mobilitazione spontanea, nacquero gemellaggi, era una sfida a rialzare, il coraggio di osare un futuro. Cosa che oggi, perdonate, mi sembra di non riconoscere dinanzi alle tragedie della storia, o non in quella misura. E a fare spinta al futuro i giovani: la foto dell'amico riprende una targa in cui gli scout di quella terra, in perfetto friulano, ringraziano di cuore tutti i fratelli scout che - si dice - "An dàt une man a tirà su il Friùl". Accorsi, pensate, in 10 mila. Sono rimasto alla bellezza del ricordo, ma anche al colore della espressione "a tirà su", a tirar su. A fronte della bruttezza del tirar giù, del demolire, la bellezza del tirar su, la bellezza del costruire. A volte sembra di assistere, increduli, allo spettacolo di persone che le sospinge quasi una passione di demolire, l'hanno come nel sangue - sangue nero -. Poi mi chiedo: "E io oggi non avrò in qualche occasione, in qualche modo, demolito? Per demolire basta poco, la frazione di un secondo. Per costruire necessita il distendersi del tempo e il genio del muratore. Costruire, demolire: potrebbero essere verbi di verifica, per una verifica della vita. Basta poco per tirar giù. A volte una parola, uno sguardo, premere un bottone, pilotare un consenso, irridere i piccoli, ignorare gli indifesi, dare voce ai pifferai, soffocare i sogni dei giovani. A fronte il tempo lungo - bellezza e fatica insieme - del tirar su: convocare pietre, onorare genialità, edificare sulla pietra d'angolo del vangelo. E ognuno ad interrogarsi se nella giornata ha alzato o ha abbassato, se ha dato futuro ai sogni o li hai feriti, se ha costruito spazi di pace, se ha dato nobiltà ad ogni pietra. Tirar su, pietra su pietra. E non ritrarsi perché si è pietre sbrecciate. So che, nel mio divagare, sto oltrepassando ogni limite, ma vorrei dirvi che può essere anche un dono essere pietre sbrecciate, Sbrecciato, mi si sposa un'altra pietra, sbrecciata come me. Troppo levigato, scivola via. Chiamati a tirar su, a sollevare, a costruire, a convocare pietre.
Lettura degli Atti degli Apostoli - At 4, 8-14 In quei giorni. Pietro, colmato di Spirito Santo, disse loro: "Capi del popolo e anziani, visto che oggi veniamo interrogati sul beneficio recato a un uomo infermo, e cioè per mezzo di chi egli sia stato salvato, sia noto a tutti voi e a tutto il popolo d'Israele: nel nome di Gesù Cristo il Nazareno, che voi avete crocifisso e che Dio ha risuscitato dai morti, costui vi sta innanzi risanato. Questo Gesù è la pietra, che è stata scartata da voi, costruttori, e che è diventata la pietra d'angolo. In nessun altro c'è salvezza; non vi è infatti, sotto il cielo, altro nome dato agli uomini, nel quale è stabilito che noi siamo salvati". Vedendo la franchezza di Pietro e di Giovanni e rendendosi conto che erano persone semplici e senza istruzione, rimanevano stupiti e li riconoscevano come quelli che erano stati con Gesù. Vedendo poi in piedi, vicino a loro, l'uomo che era stato guarito, non sapevano che cosa replicare. Sal 117 (118) La pietra scartata dai costruttori ora è pietra angolare. Il Signore mi ha castigato duramente, ma non mi ha consegnato alla morte. Apritemi le porte della giustizia: vi entrerò per ringraziare il Signore. R Ti rendo grazie, perché mi hai risposto, perché sei stato la mia salvezza. La pietra scartata dai costruttori è divenuta la pietra d'angolo. Questo è stato fatto dal Signore: una meraviglia ai nostri occhi. R Sei tu il mio Dio e ti rendo grazie, sei il mio Dio e ti esalto. Rendete grazie al Signore, perché è buono, perché il suo amore è per sempre. R Prima lettera di san Paolo apostolo ai Corinzi - 1Cor 2, 12-16 Fratelli, noi non abbiamo ricevuto lo spirito del mondo, ma lo Spirito di Dio per conoscere ciò che Dio ci ha donato. Di queste cose noi parliamo, con parole non suggerite dalla sapienza umana, bensì insegnate dallo Spirito, esprimendo cose spirituali in termini spirituali. Ma l'uomo lasciato alle sue forze non comprende le cose dello Spirito di Dio: esse sono follia per lui e non è capace di intenderle, perché di esse si può giudicare per mezzo dello Spirito. L'uomo mosso dallo Spirito, invece, giudica ogni cosa, senza poter essere giudicato da nessuno. Infatti "chi mai ha conosciuto il pensiero del Signore in modo da poterlo consigliare?". Ora, noi abbiamo il pensiero di Cristo. Lettura del Vangelo secondo Giovanni - Gv 14, 25-29 In quel tempo. Il Signore Gesù disse ai discepoli: "Vi ho detto queste cose mentre sono ancora presso di voi. Ma il Paràclito, lo Spirito Santo che il Padre manderà nel mio nome, lui vi insegnerà ogni cosa e vi ricorderà tutto ciò che io vi ho detto. Vi lascio la pace, vi do la mia pace. Non come la dà il mondo, io la do a voi. Non sia turbato il vostro cuore e non abbia timore. Avete udito che vi ho detto: "Vado e tornerò da voi". Se mi amaste, vi rallegrereste che io vado al Padre, perché il Padre è più grande di me. Ve l'ho detto ora, prima che avvenga, perché, quando avverrà, voi crediate".
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