la parola della domenica

 

Anno liturgico A


omelia di don Angelo nella quinta Domenica dopo Pentecoste
secondo il rito ambrosiano


28 giugno 2026

 



 
 

Gen 11, 31. 32b - 12,5b
Sal 104
Eb 11, 1-2. 8-16b
Lc 9, 57-62

In cammino. Cammino, l'immagine mi seduce, e non solo dalle letture di oggi, dalla vita. Abramo in un cammino che è brivido di ignoto, sarà tutto da scoprire; e Gesù, il rabbi delle strade, che cammina e chiede cammini: "Seguimi". E lascia orme. Le sue parole e i suoi occhi all'aperto, aprono orizzonti. Che bello, che respiro, leggere come i primi cristiani, nei loro primi giorni, fossero riconosciuti come "quelli della via". Non finirò mai di ripetermi: anche perché una traduzione, meno felice, della parola greca li aveva a lungo presentati come "quelli della dottrina". No, "quelli della via", quasi che il cammino fosse la carta di identità dei discepoli di Gesù.

Ebbene che tristezza, pensate, se di noi si dicesse: "Sono uomini e donne della dottrina ridotta a tana; di loro immagini già che cosa pensano e che cosa faranno, uomini e donne della fissità, dell'immobilità. Che bello, per Gesù e non solo, se di noi si dicesse: "Sono donne e uomini della via, loro inventano, hanno nome di via e di vento come il loro Maestro". La sequela fa tema nel brano di Luca che oggi abbiamo letto e che ad alcuni di noi può sembrare venato da una certa durezza: non congedarsi da quelli di casa, non preoccuparsi di seppellire i morti. Ma voi sapete come una pagina di vangelo non possa essere isolata, va sposata alle altre pagine. E voi sapete di Gesù che si ferma al viso dolente di una madre che porta a seppellire il figlio; voi sapete di lui che dalla croce ha un'ultima briciola di fiato per dare in custodia la madre al disepolo amato; sapete di lui che ama case di amici dove posare il capo.

E allora perché questa radicalità? Seguirlo senza se e senza ma. Discepoli e folle fraintendono; siamo all'ultimo tratto del cammino e il capitolo nono del vangelo di Luca registra a tutta pagina chiarificazioni e fraintendimenti. "Allora domandò loro: "Ma voi, chi dite che io sia?". Pietro rispose: "Il Cristo di Dio". Egli ordinò loro severamente di non riferirlo ad alcuno. "Il Figlio dell'uomo - disse - deve soffrire molto, essere rifiutato dagli anziani, dai capi dei sacerdoti e dagli scribi, venire ucciso e risorgere il terzo giorno". Limpido nel darsi identità. Ma pochi istanti ed ecco gli apostoli discutere su chi di loro dovrà essere il primo, dimenticando che Gesù poco prima si era dato identità di "consegnato". E così hanno da essere i discepoli: nella vita: non trattenersi, ma consegnarsi sospinti da amore, lezione del Maestro, la via. Nasce domanda: come sfuggire ai fraintendimenti?

Apri il vangelo. Scopri le orme di Gesù. Anche questa è grazia inenarrabile. Facendosi uno di noi, le indicazioni di Gesù non sono rimaste parole evanescenti, hanno preso concretezza di orme sulla terra. Preziose le orme, ci salvano da smarrimenti lungo il cammino. Penso all'avventura di alcuni di noi che vanno per rocce di monti e penso al loro sussulto di sorpresa e gioia all'apparire tra rocce di una pietra con un brivido di rosso, pietre per darti segno che sei sulla via, tra poco un'altra. Le pietre tinte di rosso, le orme. Apri il vangelo. E sfioro Abramo, non ho forze per commentare, le mie parole lo imprigionano. Rimane a perdersi per secoli la bellezza di quell'incipit. Lui, uomo della tenda e la possibilità che sia segno per tutti. A sognarlo per tutti e nessun desiderio di togliere importanza alla casa:


E forse più che una casa,
spenta immagine della mia fissità,
ho sognato per il tuo amore una tenda,
caldo rifugio per una notte.
Ma subito è il miracolo dell'alba
e tu, instancabile,
la vai arrotolando
alla ricerca di nuovi orizzonti.
Sempre oltre
per ininterrotti sentieri
che solo amore inventerà.
Andare di terra in terra,
di amore in amore
perdutamente
e all'ultimo orizzonte scoprire
che Dio non era nelle stanche parole
nel gelo dei monumenti.
Era nel brivido del tuo inquieto cammino.

Ecco un ritaglio. Ho sempre parlato dell'uscire, del partire, di un mettersi in cammino di Abramo. Trascurando che tutto prende movimento nel racconto: "Allora Abram partì, come gli aveva ordinato il Signore, e con lui partì Lot. Abram aveva settantacinque anni quando lasciò Carran. Abram prese la moglie Sarài e Lot, figlio di suo fratello, e tutti i beni che avevano acquistati in Carran e tutte le persone che lì si erano procurate e si incamminarono verso la terra di Canaan". Mi fermo: Se tu dai fiducia alla parola ed esci, con te metti in moto il mondo intero. Abitare la tenda.

Nulla pagherà
la tenda di sabbia
dei beduini all'aprirsi del velo
al mattino
e l'estasi d'alabastro
dei monti
rosa
a picco
su sabbie infinite.

 

Lettura del libro della Genesi - Gen 11, 31. 32b - 12, 5b

In quei giorni. Terach prese Abram, suo figlio, e Lot, figlio di Aran, figlio cioè di suo figlio, e Sarài sua nuora, moglie di Abram suo figlio, e uscì con loro da Ur dei Caldei per andare nella terra di Canaan. Arrivarono fino a Carran e vi si stabilirono. Terach morì a Carran. Il Signore disse ad Abram: "Vattene dalla tua terra, dalla tua parentela e dalla casa di tuo padre, verso la terra che io ti indicherò. Farò di te una grande nazione e ti benedirò, renderò grande il tuo nome e possa tu essere una benedizione. Benedirò coloro che ti benediranno e coloro che ti malediranno maledirò, e in te si diranno benedette tutte le famiglie della terra". Allora Abram partì, come gli aveva ordinato il Signore, e con lui partì Lot. Abram aveva settantacinque anni quando lasciò Carran. Abram prese la moglie Sarài e Lot, figlio di suo fratello, e tutti i beni che avevano acquistati in Carran e tutte le persone che lì si erano procurate e si incamminarono verso la terra di Canaan.

Sal 104 (105)

Cercate sempre il volto del Signore. Ricordate le meraviglie che ha compiuto, i suoi prodigi e i giudizi della sua bocca, voi, stirpe di Abramo, suo servo, figli di Giacobbe, suo eletto. R È lui il Signore, nostro Dio: su tutta la terra i suoi giudizi. Si è sempre ricordato della sua alleanza, parola data per mille generazioni, dell'alleanza stabilita con Abramo e del suo giuramento a Isacco. R "Ti darò il paese di Canaan come parte della vostra eredità". Quando erano in piccolo numero, pochi e stranieri in quel luogo, non permise che alcuno li opprimesse e castigò i re per causa loro. R

Lettera agli Ebrei - Eb 11, 1-2. 8-16b

Fratelli, la fede è fondamento di ciò che si spera e prova di ciò che non si vede. Per questa fede i nostri antenati sono stati approvati da Dio. Per fede, Abramo, chiamato da Dio, obbedì partendo per un luogo che doveva ricevere in eredità, e partì senza sapere dove andava. Per fede, egli soggiornò nella terra promessa come in una regione straniera, abitando sotto le tende, come anche Isacco e Giacobbe, coeredi della medesima promessa. Egli aspettava infatti la città dalle salde fondamenta, il cui architetto e costruttore è Dio stesso. Per fede, anche Sara, sebbene fuori dell'età, ricevette la possibilità di diventare madre, perché ritenne degno di fede colui che glielo aveva promesso. Per questo da un uomo solo, e inoltre già segnato dalla morte, nacque una discendenza numerosa come le stelle del cielo e come la sabbia che si trova lungo la spiaggia del mare e non si può contare. Nella fede morirono tutti costoro, senza aver ottenuto i beni promessi, ma li videro e li salutarono solo da lontano, dichiarando di essere stranieri e pellegrini sulla terra. Chi parla così, mostra di essere alla ricerca di una patria. Se avessero pensato a quella da cui erano usciti, avrebbero avuto la possibilità di ritornarvi; ora invece essi aspirano a una patria migliore, cioè a quella celeste. Per questo Dio non si vergogna di essere chiamato loro Dio.

Lettura del Vangelo secondo Luca - Lc 9, 57-62

In quel tempo. Mentre camminavano per la strada, un tale disse al Signore Gesù: "Ti seguirò dovunque tu vada". E Gesù gli rispose: "Le volpi hanno le loro tane e gli uccelli del cielo i loro nidi, ma il Figlio dell'uomo non ha dove posare il capo". A un altro disse: "Seguimi". E costui rispose: "Signore, permettimi di andare prima a seppellire mio padre". Gli replicò: "Lascia che i morti seppelliscano i loro morti; tu invece va' e annuncia il regno di Dio". Un altro disse: "Ti seguirò, Signore; prima però lascia che io mi congedi da quelli di casa mia". Ma Gesù gli rispose: "Nessuno che mette mano all'aratro e poi si volge indietro è adatto per il regno di Dio".

 

 


 
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