la parola della domenica

 

Anno liturgico B
omelia di don Angelo nella quarta Domenica dopo il martirio
secondo il rito ambrosiano


26 settembre 2021



 

 

1Re 19,4-8
Sal 33
1Cor 11,23-26
Gv 6,41-51

Storie di focacce e di pane, di acqua e di vino. Una focaccia, cotta su pietre roventi, e un orcio d'acqua, in pieno deserto, per Elia. E Gesù che dice: "Io sono il pane, il pane della vita. Disceso dal cielo". E, nella lettera ai Corinzi, il ricordo delle prime comunità cristiane. Che facevano memoria di Gesù come noi oggi - allora però nelle case - spezzando il pane e bevendo al calice. Sempre pane e acqua e vino. Per non venir meno lungo il cammino. Nell'attesa della sua venuta.

Le parole che oggi abbiamo ascoltato nel vangelo, le parole di Gesù, hanno tutto un retroterra: non parla di pane all'improvviso. Sono le parole del giorno dopo. Il giorno prima, su una radura verde intagliata sul monte, era accaduto un segno: si trattava di interpretarlo. Era accaduto che cinque pani d'orzo di un ragazzo innominato, condivisi fra tutti, sfamassero i cinquemila sul monte. Volevano farlo re. Gesù si eclissò, solo sul monte. Poi nella notte raggiunse i discepoli, in ansia di tempesta, sul lago. Sbarcano a Cafarnao, la gente è sulle tracce. Ed ecco il dialogo - a tratti uno scontro - nella sinagoga a Cafarnao.

Pretendevano che lui si pronunciasse, che sostenesse il confronto con Mosè, con i giorni in cui i loro padri avevano mangiato la manna nel deserto. E Gesù replica: "In verità, in verità vi dico: non Mosè vi ha dato il pane dal cielo, ma il Padre mio vi dà il pane dal cielo, quello vero; il pane di Dio è colui che discende dal cielo e dà la vita al mondo" Erano fermi al passato, succede anche a noi. E c'era un oggi, un verbo di Dio al presente: "Oggi il Padre vi dà il pane dal cielo, quello vero". Bellissimo: "Discende dal cielo e dà la vita al mondo". Gesù, un pane che "dà la vita". "Al mondo": nessun paese escluso, nessuna donna, nessun uomo, niente escluso. Al mondo.

Voi capite, si definiva pane. E alla fine volle lasciarsi come pane, nell'eucaristia. Perdonate se mi esprimo così: come se per evocare lui, la sua storia dovessimo riandare al pane e alla sua storia. E allora, ecco l'invito: osserva il pane, sulla tavola. E ascolta il racconto. Racconto di un viaggio, il viaggio del grano, che viene dalla terra, diventa farina; impastato di acqua e di fuoco, diventa pane. Trovi tracce di Gesù. Perdonate, a volte mi sembra che il pane racconti una tristezza o un lamento, tristezza e lamento per la perdita del profumo. Quasi gli avessero rubato il profumo. O non sarà, il mio - me lo chiedo - un eccesso di rimpianto per i giorni passati? Profumo di pane per le strade.

E così penso a Gesù. Che è stato un profumo di pane, per le nostre strade. Seguo tracce, poche e piccole tracce del pane, lasciando a voi di prolungare. Semplice, il pane, cosa umile, qualcuno la direbbe cosa feriale. Eppure noi lo celebriamo la domenica, il giorno del pane sacro. Umile e sacro il pane, come Gesù. Feriale. Dicono: "Costui non è forse Gesù, il figlio di Giuseppe? Di lui non conosciamo il padre e la madre? Come dunque può dire: "Sono disceso dal cielo?". Feriale, troppo feriale Gesù: sì, il divino nel feriale.

Immagino che anche ad alcuni di voi sia capitato di sentire raccontare quello che accadeva in tempi nemmeno tanto lontani: se cadeva un pezzo di pane dalla tavola, lo si raccoglieva e lo si baciava, anche se non lo si poteva più mangiare. Il pane che si riveste di un significato sacro. Ogni pezzo di pane, anche il più piccolo, anche quello che ad alcuni sembra da scartare. E' la storia di Gesù. Voi sapete come aveva concluso la giornata prima, quella sulla radura verde del monte. Dicendo: "Raccogliete i frammenti". Raccolsero dodici canestri di pane sbocconcellato. Ha una suggestione, nella versione latina, il comando del Signore "colligite fragmenta ne pereant". Perché non vadano nel nulla. Nel nulla della vita.

Pensate quanto colme di evocazione siano queste parole oggi: "Raccogliete, perché non vadano perduti". "Sono venuto" diceva "perché nessuno vada perduto". Sfuggendo alla logica dello scarto, Gesù guarda i frammenti del pane, E non solo del pane e chiede attenzione. Quasi una educazione a rispettare tutto ciò che sa di frammento, l'orfano, la vedova, lo straniero, i bambini, gli anziani. Tra i frammenti sacri lo straniero. Oggi si celebra la giornata mondiale del migrante e del rifugiato. Papa Francesco le ha dato un titolo significativo: "Verso un noi sempre più grande". Come a dire: "il noi non rimpicciolitelo, non erodetelo, non feritelo a morte".

Verso un noi sempre più grande: Il pane è fatto da un impasto, non da un isolamento. Da un impasto di tanti chicchi di grano. Mi fermo qui, sui frammenti di pane, e sulla preghiera che conclude il messaggio di Papa Francesco "verso un noi sempre più grande".

Padre santo e amato,
il tuo Figlio Gesù ci ha insegnato
che nei Cieli si sprigiona una gioia grande
quando qualcuno che era perduto
viene ritrovato,
quando qualcuno che era escluso, rifiutato o scartato
viene riaccolto nel nostro noi,
che diventa così sempre più grande.
Ti preghiamo di concedere a tutti i discepoli di Gesù
e a tutte le persone di buona volontà
la grazia di compiere la tua volontà nel mondo.
Benedici ogni gesto di accoglienza e di assistenza
che ricolloca chiunque sia in esilio
nel noi della comunità e della Chiesa,
affinché la nostra terra possa diventare,
così come Tu l'hai creata,
la Casa comune di tutti i fratelli e le sorelle. Amen.

 

Lettura del primo libro dei Re - 1Re 19, 4-8

In quei giorni. Elia s'inoltrò nel deserto una giornata di cammino e andò a sedersi sotto una ginestra. Desideroso di morire, disse: "Ora basta, Signore! Prendi la mia vita, perché io non sono migliore dei miei padri". Si coricò e si addormentò sotto la ginestra. Ma ecco che un angelo lo toccò e gli disse: "Àlzati, mangia!". Egli guardò e vide vicino alla sua testa una focaccia, cotta su pietre roventi, e un orcio d'acqua. Mangiò e bevve, quindi di nuovo si coricò. Tornò per la seconda volta l'angelo del Signore, lo toccò e gli disse: "Àlzati, mangia, perché è troppo lungo per te il cammino". Si alzò, mangiò e bevve. Con la forza di quel cibo camminò per quaranta giorni e quaranta notti fino al monte di Dio, l'Oreb.

Sal 33 (34)

Il tuo pane, Signore, sostiene i poveri in cammino. Benedirò il Signore in ogni tempo, sulla mia bocca sempre la sua lode. Io mi glorio nel Signore: i poveri ascoltino e si rallegrino. R Guardate a lui e sarete raggianti, i vostri volti non dovranno arrossire. Questo povero grida e il Signore lo ascolta, lo salva da tutte le sue angosce. R L'angelo del Signore si accampa attorno a quelli che lo temono, e li libera. Gustate e vedete com'è buono il Signore; beato l'uomo che in lui si rifugia. R

 

Prima lettera di san Paolo apostolo ai Corinzi - 1Cor 11,23-26

Fratelli, io ho ricevuto dal Signore quello che a mia volta vi ho trasmesso: il Signore Gesù, nella notte in cui veniva tradito, prese del pane e, dopo aver reso grazie, lo spezzò e disse: "Questo è il mio corpo, che è per voi; fate questo in memoria di me". Allo stesso modo, dopo aver cenato, prese anche il calice, dicendo: "Questo calice è la nuova alleanza nel mio sangue; fate questo, ogni volta che ne bevete, in memoria di me". Ogni volta infatti che mangiate questo pane e bevete al calice, voi annunciate la morte del Signore, finché egli venga.

Lettura del Vangelo secondo Giovanni - Gv 6,41-51

In quel tempo. I Giudei si misero a mormorare contro il Signore Gesù perché aveva detto: "Io sono il pane disceso dal cielo". E dicevano: "Costui non è forse Gesù, il figlio di Giuseppe? Di lui non conosciamo il padre e la madre? Come dunque può dire: "Sono disceso dal cielo"?". Gesù rispose loro: "Non mormorate tra voi. Nessuno può venire a me, se non lo attira il Padre che mi ha mandato; e io lo risusciterò nell'ultimo giorno. Sta scritto nei profeti: "E tutti saranno istruiti da Dio". Chiunque ha ascoltato il Padre e ha imparato da lui, viene a me. Non perché qualcuno abbia visto il Padre; solo colui che viene da Dio ha visto il Padre. In verità, in verità io vi dico: chi crede ha la vita eterna. Io sono il pane della vita. I vostri padri hanno mangiato la manna nel deserto e sono morti; questo è il pane che discende dal cielo, perché chi ne mangia non muoia. Io sono il pane vivo, disceso dal cielo. Se uno mangia di questo pane vivrà in eterno e il pane che io darò è la mia carne per la vita del mondo".

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