![]() |
|
la parola della domenica
Anno liturgico A
|
|
|
|
|
At
4,8-24a "La sera di quel giorno, il primo della settimana, venne Gesù, stette in mezzo e disse loro: "Pace a voi!"". E non c'era Tommaso. "Otto giorni dopo i discepoli erano di nuovo in casa. Venne Gesù, a porte chiuse, stette in mezzo e disse: "Pace a voi!"". Queta volta Tommaso c'era. Così, quasi a copia. Mi si affacciano pensieri. Primo giorno della settimana diventa quello della risurrezione, e poi lo scorrere di domenica in domenica nel tempo. Penso a quel desiderio - lasciate che lo chiami così - di stringere indissolubilmente il primo giorno alla risurrezione, quasi fosse la luce da non perdere nei sette giorni, il lume di lanterna da proteggere da insulti di vento predatore. Ma oggi? Oggi la cucitura domenica risurrezione è in scolorimento, quasi in estinzione e pericolo è che la speranza esca senza più occhi dai giorni e ferita a morte la resistenza alla disumanità, che sembra vincente. Tieni stretto il primo giorno alla risurrezione, non se ne vada sola e cieca la speranza. Penso agli otto giorni del racconto, anche ai cinque non nominati: penso all'affollarsi di passi, di pensieri, di sentimenti, penso al detto e al non detto. Penso al primo mattino che fu di Maria, la Maddalena, e avrà sempre il suo viso: è stretto a un andare fiato sospeso. Penso ai discepoli, al loro viso la sera, stretto a uno stare per paura in casa. Se i versetti non sono una aggiunta posteriore al racconto, accadde che alla voce della donna si mossero Pietro e Giovanni, andata e ritorno, certificazione di un sepolcro vuoto. E noi che li avremmo voluti tutti fuori, per strade, a cercare segni, li ritroviamo immobili, porte chiuse, fermi nel loro 'stare', che non è lo 'stare' di Gesù di cui è scritto: "Stette in mezzo a loro". Indugio alla notizia della risurrezione che è una, e alla molteplicità delle risonanze. Come se ognuno uscisse allo scoperto così come è. Così come è anche Tommaso, che da minime fessure di vangelo ci si era svelato come un discepolo lontano da tentennamenti, di certo uno che le cose non le tira per le lunghe. Ricordate come il giorno in cui Gesù decise di fare ritorno rischiando in Giudea, era stato proprio lui a sbottare e a dire: "Andiamo anche noi a morire con lui". Quasi non ci fa meraviglia che uno, impetuoso come lui, ai dieci che gli raccontano di aver avuto visita dal Risorto, dritto dritto, senza giri di parole, reagisca, dicendo; "Se non vedo nelle sue mani il segno dei chiodi e non metto il mio dito nel segno dei chiodi e non metto la mia mano nel suo fianco, io non credo". Alla notizia della risurrezione ognuno esce allo scoperto così come è. E io? Davanti a chi mi passa parola che Gesù è risorto? E poi sosto alla lentezza del'annidamento della risurrezione e a noi che vorremmo sempre immediatezza, di tempo e di cuore. L'annidamento conosce il tempo di ciasuno, conosce il tempo del grano che ha bisogno di lune. Penso al trascolorare dei sentimenti anche nei dieci. Loro i passi del Maestro, di ritorno a casa, a tarda ora di sera o di notte, li avvistavano per stropiccio sulla scala, poi il cigolio della porta al piano superiore. Ora no, improvviso, come per vento. "Stette in mezzo a loro". E mi viene sosta all'"in mezzo". In mezzo, come sempre. Conseguenza della risurrezione non era un insinuarsi, se pur minimo, di una distanza: la risurrezione non aveva creato distanze; se mai le aveva cancellate, se nel cuore dei discepoli fosse rimasta una esitazione per via delle fughe, la parola pace scioglieva dubbi e paure. Sta in mezzo e porta pace. "Detto questo, mostrò loro le mani e il fianco". Ed è commovente il suo mostrare mani e fianco, luoghi di trafittura. Quasi in quei segni fosse convocata tutta la sua vita, quella di prima, quella che senza cesure ancora lo abitava. Lì tutto, in quei segni. E non sarà questa la cosa essenziale di Gesù che Pietro ricorderà a Cesarea, nella casa di Cornelio, il centurione pagano? Apre su di lui uno squarcio e dice. "Passò beneficando e risanando". Passò: i piedi; beneficando e risanando: le mani. Gesù lascia negli occhi di Tommaso e nei nostri - di noi che non siamo meno vacillanti di lui - questi segni, segni di ferite che diventano feritoie. Gli rispose Tommaso: "Mio Signore e mio Dio!". Un soffio di parole. Indugio sul "mio", un dettaglio di una tenerezza infinita: può, anzi deve abitare anche cuore e labbra di uomini e non solo di donne, il "mio" dell'affezione, non certo il "mio" del possesso. Un uomo, Tommaso, otto giorni dopo. Otto giorni prima all'alba una donna nel giardino della resurrezione, sulle labbta altrettanta delicatezza in un soffio di parole. Gesù le disse: "Maria!". Ella si voltò e gli disse in ebraico: "Rabbunì!" - che significa: "Maestro!". Parola che sembra sposare una immensa stima a un immenso incantamento. 'Sfumature', giustamente direte voi, la sfumatura del 'mio'. Ma è per troppo desiderio che si possa respirare un'aria nuova, che a prendere onore sia il 'mio' che dici a chi ami senza possedere e non il 'mio' che pretende possedere senza amare. E la Pasqua in soccorso perché finalmente si respiri delicatezze e incantamento. Pasqua è sposata alla luna, la stessa che Maria, l'amica di Gesù, fissò in cielo quel mattino, la stessa contemplata da più vicino da occhi umani in questi giorni. Di una preghiera di Didier Rimaud vi lascio solo i versi sulla luna che fanno stacco tra strofa e strofa nella poesia: In
mezzo agli olivi
Lettura degli Atti degli Apostoli - At 4, 8-24a In quei giorni. Pietro, colmato di Spirito Santo, disse loro: "Capi del popolo e anziani, visto che oggi veniamo interrogati sul beneficio recato a un uomo infermo, e cioè per mezzo di chi egli sia stato salvato, sia noto a tutti voi e a tutto il popolo d'Israele: nel nome di Gesù Cristo il Nazareno, che voi avete crocifisso e che Dio ha risuscitato dai morti, costui vi sta innanzi risanato. Questo Gesù è la pietra, che è stata scartata da voi, costruttori, e che è diventata la pietra d'angolo. In nessun altro c'è salvezza; non vi è infatti, sotto il cielo, altro nome dato agli uomini, nel quale è stabilito che noi siamo salvati". Vedendo la franchezza di Pietro e di Giovanni e rendendosi conto che erano persone semplici e senza istruzione, rimanevano stupiti e li riconoscevano come quelli che erano stati con Gesù. Vedendo poi in piedi, vicino a loro, l'uomo che era stato guarito, non sapevano che cosa replicare. Li fecero uscire dal sinedrio e si misero a consultarsi fra loro dicendo: "Che cosa dobbiamo fare a questi uomini? Un segno evidente è avvenuto per opera loro; esso è diventato talmente noto a tutti gli abitanti di Gerusalemme che non possiamo negarlo. Ma perché non si divulghi maggiormente tra il popolo, proibiamo loro con minacce di parlare ancora ad alcuno in quel nome". Li richiamarono e ordinarono loro di non parlare in alcun modo né di insegnare nel nome di Gesù. Ma Pietro e Giovanni replicarono: "Se sia giusto dinanzi a Dio obbedire a voi invece che a Dio, giudicatelo voi. Noi non possiamo tacere quello che abbiamo visto e ascoltato". Quelli allora, dopo averli ulteriormente minacciati, non trovando in che modo poterli punire, li lasciarono andare a causa del popolo, perché tutti glorificavano Dio per l'accaduto. L'uomo infatti nel quale era avvenuto questo miracolo della guarigione aveva più di quarant'anni. Rimessi in libertà, Pietro e Giovanni andarono dai loro fratelli e riferirono quanto avevano detto loro i capi dei sacerdoti e gli anziani. Quando udirono questo, tutti insieme innalzarono la loro voce a Dio. Sal 117 (118) La pietra scartata dai costruttori ora è pietra angolare. oppure Alleluia, alleluia, alleluia. Rendete grazie al Signore perché è buono, perché il suo amore è per sempre. Dica Israele: "Il suo amore è per sempre". Dica la casa di Aronne: "Il suo amore è per sempre". R La pietra scartata dai costruttori è divenuta la pietra d'angolo. Questo è stato fatto dal Signore: una meraviglia ai nostri occhi. R Sei tu il mio Dio e ti rendo grazie, sei il mio Dio e ti esalto. Rendete grazie al Signore, perché è buono, perché il suo amore è per sempre. R Lettera di san Paolo apostolo ai Colossesi - Col 2, 8-15 Fratelli, fate attenzione che nessuno faccia di voi sua preda con la filosofia e con vuoti raggiri ispirati alla tradizione umana, secondo gli elementi del mondo e non secondo Cristo. È in lui che abita corporalmente tutta la pienezza della divinità, e voi partecipate della pienezza di lui, che è il capo di ogni Principato e di ogni Potenza. In lui voi siete stati anche circoncisi non mediante una circoncisione fatta da mano d'uomo con la spogliazione del corpo di carne, ma con la circoncisione di Cristo: con lui sepolti nel battesimo, con lui siete anche risorti mediante la fede nella potenza di Dio, che lo ha risuscitato dai morti. Con lui Dio ha dato vita anche a voi, che eravate morti a causa delle colpe e della non circoncisione della vostra carne, perdonandoci tutte le colpe e annullando il documento scritto contro di noi che, con le prescrizioni, ci era contrario: lo ha tolto di mezzo inchiodandolo alla croce. Avendo privato della loro forza i Principati e le Potenze, ne ha fatto pubblico spettacolo, trionfando su di loro in Cristo. Lettura del Vangelo secondo Giovanni - Gv 20, 19-31 In quel tempo. La sera di quel giorno, il primo della settimana, mentre erano chiuse le porte del luogo dove si trovavano i discepoli per timore dei Giudei, venne Gesù, stette in mezzo e disse loro: "Pace a voi!". Detto questo, mostrò loro le mani e il fianco. E i discepoli gioirono al vedere il Signore. Gesù disse loro di nuovo: "Pace a voi! Come il Padre ha mandato me, anche io mando voi". Detto questo, soffiò e disse loro: "Ricevete lo Spirito Santo. A coloro a cui perdonerete i peccati, saranno perdonati; a coloro a cui non perdonerete, non saranno perdonati". Tommaso, uno dei Dodici, chiamato Dìdimo, non era con loro quando venne Gesù. Gli dicevano gli altri discepoli: "Abbiamo visto il Signore!". Ma egli disse loro: "Se non vedo nelle sue mani il segno dei chiodi e non metto il mio dito nel segno dei chiodi e non metto la mia mano nel suo fianco, io non credo". Otto giorni dopo i discepoli erano di nuovo in casa e c'era con loro anche Tommaso. Venne Gesù, a porte chiuse, stette in mezzo e disse: "Pace a voi!". Poi disse a Tommaso: "Metti qui il tuo dito e guarda le mie mani; tendi la tua mano e mettila nel mio fianco; e non essere incredulo, ma credente!". Gli rispose Tommaso: "Mio Signore e mio Dio!". Gesù gli disse: "Perché mi hai veduto, tu hai creduto; beati quelli che non hanno visto e hanno creduto!". Gesù, in presenza dei suoi discepoli, fece molti altri segni che non sono stati scritti in questo libro. Ma questi sono stati scritti perché crediate che Gesù è il Cristo, il Figlio di Dio, e perché, credendo, abbiate la vita nel suo nome.
|
|
|
|
|
| Segnala
questa pagina ad un amico scrivi il suo indirizzo e-mail: |
||||